le avventure culinarie di un diabetico fuori dalle righe
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mercoledì 3 ottobre 2007

una domenica di tregua...

in un week end di assolutà tranquilità, senza eccessi e con la glicemia in stato di tregua, il pranzo della domenica diventa il momento di sfogo per la mia golosità.
nelle tranquille valli bergamasche e precisamente lì dove la val cavallina incontra la val borlezza nell'alto sebino, una giornata di sole è la scusa ideale per una passeggiata in riva al lago in quel di lovere.
è con piacere che ritorno al ristorante "La Campagnola", dove ho già avuto modo di gustare un'ottima grigliata di pesce freschissimo, ma ahimè prima di questo blog.
l'ambiente è sempre molto ospitale, l'accoglienza cordiale e discreta. tre sale in sequenza, volte a crociera, pareti e tovagliato dai colori caldi, l'ambiente ideale per un "piccolo o grande momento di incontro" (confermando quanto indicato sul loro sito).

il menù è ricco di portate di pesce e di carne, riuscendo a coniugare in maniera equilibrata l'attenzione alla tradizione (in particolare quella locale bergamasca) con (e qui lasciatemi passare il termine) "l'entusiasmo" per la ricerca e la sperimentazione: ne sono un esempio il "risotto con arance e gamberi" o i "maltagliati con pesto di frutta secca e porcini"...

dopo un rapido quanto improvvisato (proprio perchè rubato al piatto di jessy) assaggio di crudo di parma tagliato al coltello, decido di provare il "risotto travisano, scamorza e barolo"



piatto decisamente abbondante. tanto leggero quanto delicato al palato, non troppo forte la presenza del barolo, ben integrato con il radicchio tevisano. la scamorza si intravede qua e là senza però eccedere o coprire gli altri sapori (temevo infatti che il suo gusto deciso alterasse l'armonia barolo-radicchio, ma così non è stato).
per il secondo mi lascio tentare dal pesce fresco scegliendo un "branzino al forno con pomodorino ciliegino fresco e olive".



il piacere di scoprire che il piatto si arrichisce (rispetto alla descrizione del menù) di patate e capperi è indescrivibile. la freschezza, "reale", del branzino è subito percepibile al palato.

infine...
no, non c'è una fine. la golosità ha rispettato la tregua della glicemia ed ho quindi preferito non esibirmi in "avventure dolciarie".
(ahimè quanto mi pento in questo istante di non aver provato la torta di pinoli...)

ristorante La Campagnola
via Giorgio Paglia, 48
24065 Lovere (BG)
tel: 035/962005

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lunedì 10 settembre 2007

una pizza in faccia alla dieta

la domenica ormai è diventata la giornata dello "scandalo"! con un regime di dieta che resiste da quasi un mese, ho deciso di ritagliarmi un giorno di fuga. un giorno in cui lasciare libera iniziativa alla golosità.
decido di gustarmi un'ottima pizza, opto per Rossopomodoro alla multisala Medusa di Rozzano. parcheggio facile con poco stress. due ore di svago in un ambiente che rispetta alla perfezione (anche se all'interno di un centro commerciale) lo stile rossopomodoro:

...luoghi carichi di personalità con un'architettura ed una grafica accattivante, luoghi da scegliere più per star bene che per la necessità di "mangiare"...

accolti dalla tradizionale simpatia napoletana (anche se ci troviamo a milano) veniamo inebriati dai colori e dai profumi. scegliere tra le diverse proposte del menù non è facile. tutti prodotti di filiera campana e alcuni a marchio Slow food.
alla fine mi decido per una teanese. 4 formaggi campani: provola, caciocavallo, mozzarella, pecorino bagnolese (presidio slow food) , basilico.
jessy punta sul leggero (o almeno crede!) e sceglie 'a fellatina: Stracciata di mozzarella con panna al limone, bresaola, provolette, salame all’Aglianico, caciocavallo di bufala, lonzino napoletano, funghetti, olive verdi.

la pizza è come sempre deliziosa, alta al punto giusto e morbida. la gusto con piacere e poi e decido di dare una mano a jessy, che, alla faccia del piatto leggere, rinuncia al caciocavallo di bufala e al lonzino napoletano. confesso però che l'olio di girasole dei funghetti ha rovinato in parte il gusto degli altri prodotti. unica nota negativa.

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mercoledì 5 settembre 2007

rivincita al castello

confesso di aver trascurato queste pagine per qualche giorno, ma questo non vuol dire che il diabetico goloso si sia riposato. torno oggi per raccontarvi l'ennesima avventura culinaria vissuta domenica scorsa, dopo un sabato inglorioso per la mia golosità che cedendo alla tentazione dei dolci del sesto compleanno di luigi (mio nipote) ha lasciato al diabete una schiacciante vittoria sul campo (glicemia = 452).
qualcuno di voi starà già impallidendo, ma io non mi son perso d'animo, ho lasciato alla golosità il tempo di recuperare per... riprendersi la rivincita in una tipica domenica fuori porta.
destinazione Gromo (41 km da Bergamo) 676 metri sopra il livello del mare, il paese è stato costruito su una rupe che sovrasta il fiume Serio, circondato da un contesto mozzafiato, dove i verdi boschi e le alte montagne la fanno da padroni.


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il ristorante "Posta al Castello" è ospitato all'interno del duecentesco Castello Ginami nella suggestiva Piazza Dante in posizione dominante sulla valle seriana.
gestito dalla famiglia Tonoli, offre tipici piatti della cucina bergamasca con particolare attenzione ai funghi e in questo periodo i porcini non si nascondo, quindi quale miglior meta per gli appassionati?

il ristorante può contare su un'ampia sala con circa 60 coperti, un ambiente caldo ed ospitale, esaltato da una luce soffusa ben distribuita su un tetto con volte a crociera.
la carta dei vini raccoglie più di 80 etichette di tutte le regioni d'Italia, la scelta ricade su Nebbiolo Martinenga 2005 della Tenuta Cisa Asinari dei Marchesi di Gresy un profumo intenso percettibile anche dal mio naso raffredato.



dopo un rapido assaggio di prosciutto di cervo rubato dal piatto di jessy, decido di concentrarmi sulle specialità offerte dal menù. la "delizia del posta": una crepe alla crema di porcini con un'abbondante grattata di porcini freschi eseguita al momento direttamente al tavolo (una delizia!)



quindi il secondo, "brasato al barolo", profumi e sapori eccezionali: funghi e chiodi di garofano esaltano l'ottima qualità della carne, il vino gli dona una nota romantica da esaltazione del palato.

alla fine del pranzo la golosità esce esaltata da emozioni che non viveva da tempo e si riprende la rivincità sul diabete, che pur minaccioso rimane di fatto "a bocca asciutta" (glicemia delle 16: 142).

come al solito ecco a voi i riferimenti:

Ristorante Posta al Castello
della Famiglia Tonoli
24020 Gromo (BG)
tel: 0346.41002
giorno di chiusura: Lunedì


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venerdì 24 agosto 2007

ciambellone bicolore (sugar free)

ci sono sere, come ieri, in cui torni a casa dal lavoro e senti uralare cuore e cervello, ma soprattutto la pancia (che ha un "peso" rilevante, e non mi riferisco solo all'importanza della sua "personalità").
li senti urlare di fame, ma non è una fame biologica legata al semplice nutrirsi o alla cena che aspettano da almeno 5 ore, è piuttosto la voglia di qualcosa di prelibato e dolce da far esaltare le papille gustative, la prima idea corre alla nutella (il nemico numero uno)...

è in questi momenti che il diabetico goloso tira fuori il meglio di sè.
lo vedi fiondarsi in cucina, scrutare negli armadietti in cerca di qualcosa, si muove con fare lesto tra i libri di ricette posti in cima alle mensole, medita un secondo ed eccolo concepire la golosità: il ciambellone bicolore (sugar free)...

pronti via si parte.

liberato il tavolo della cucina da inutili cianfrusaglie (non commestibili) ho predisposto tutto il necessario, iniziando a dosare gli ingredienti: 300g di farina 00 ben setacciata, 150g di dolcificante da cucina (il Mivida Gold è sempre il migliore, ma in alternativa va bene anche quello marchiato Esselunga), 150g di burro fuso, una busta di lievito per dolci, 2 uova, 2 dl di latte. qundi diviso il tutto in parti uguali in due comode ciotole ho iniziato ad amalgamare, ricordandomi di aggiungere nella seconda ciotola anche 50g di cacao amaro, fino ad ottenere due impasti uniformi e morbidi, che ho versato (in ordine casuale) nell'apposita teglia imburrata.

in fine ho dovuto anche aspettare per 50 minuti che cuocesse nel forno a 180 gradi. ma per non perdermi d'animo nell'attesa ho deciso di rifarmi attingendo le dita nelle ciotole appena usate...hummmmmmm!

ore 22.12 il taglio della prima fetta di ciambellone...
ore 08.31 di stamattina il ciambellone è finito



ps: non l'ho mangiato tutto io, chi sa commenti!

CONTINUA...


lunedì 20 agosto 2007

la guerra civile

da più di 5 anni si combatte questa guerra intestina (nel senso anche letterale del termine) tra il "rivoluzionario diabete", sempre intento a istaurare un regime fatto di vita regolare e continui controlli clinici, e la "liberale golosità" attratta da avventure culinarie per il palato e nuove storie amorose di piatti tipici e non.
confesso che oggi la liberale golosità ha vinto parecchie battaglie, anche se il rivoluzionario diabete continua a tenere le posizioni strategiche.
queste pagine vogliono dunque essere un diario di "cronoca di guerra", ma soprattutto una guida sul peccato capitale della GOLA visto, rivisto e vissuto da un diabetico fuori dalle righe.
per tutte le avventure che verranno buona lettura a tutti...

CONTINUA...